La scienza conferma: nel 2020 il riscaldamento globale è aumentato

di Walter Pilloni – Divulgatore Ambientale

I satelliti europei e americani ci dicono che il riscaldamento globale si sta avvicinando a + 1.2° C rispetto al periodo pre-industriale da cui si è partiti con la temperatura di riferimento utile a calcolare i vari aumenti di temperature a tutte le latitudini, sia sul mare che sulla terraferma.

In attesa di una conferma definitiva, il 2020 sarà – quasi certamente – ricordato come l‘anno più caldo di sempre. O almeno, il più caldo da quando nel 1880 l‘uomo ha iniziato a misurare la temperatura media della Terra.

E’ proprio dall’osservazione dei costanti aumenti di temperatura che arriva la conferma che qualcosa di preoccupante sta accadendo sotto i nostri occhi.

In Antartico e in Groenlandia alcune basi di ricerca hanno registrato temperature record di oltre 20°C nella parte meridionale, mentre nella grande isola ghiacciata si è raggiunta una temperatura di oltre i 6 °C in aprile.

Nei primi mesi del 2020 sono state rilevate temperature anomale anche in Europa Orientale e in Asia, con punte di oltre 3 °c oltre la media.

Ad aprile Los Angeles ha toccato punte di temperature di 34 °C. Per non parlare del fatto che in gran parte degli Stati Uniti, in Australia, in Sud America, nell’Oceano Pacifico, e nel mare di Bering, molte delle temperature hanno registrato valori di circa 3°C oltre la media del periodo.

Il progetto “Copernicus” contro il riscaldamento globale.

Questo riscaldamento diffuso ci viene confermato e certificato dai dati provenienti dalle sonde del progetto Copernicus, realizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, che attraverso le sonde SENTINEL (1-7) monitorano costantemente e in tempo reale tutti i fenomeni che riguardano il pianeta: temperature dei mari, disboscamento, scioglimento dei ghiacciai, aumento del volume del mare, incendi, etc.

Nessun effetto di riduzione delle temperature e delle emissioni di CO2 è stato registrato dagli effetti del lockdown seguito alla pandemia da Covid19.

I dati in remoto che ci giungono dal NOAA americano (National Oceanic and Atmopheric Administration), infatti, non hanno riscontrato alcuna riduzione di queste emissioni nella prima metà del 2020.

E’ l‘attività antropica dell’uomo a determinare questo fenomeno termico. E il segretario generale dell’ONU è convinto che ”stiamo andando verso la catastrofe ed è probabile che sia già troppo tardi per invertire la rotta.”

Questo continuo aumento del riscaldamento globale preoccupa molto gli scienziati.

Poiché sono proprio queste variazioni che cagionano i fenomeni metereologici estremi che con un ritmo sempre più frequente si abbattono sulle aree costiere. Maree e piogge intense sono, infatti, figlie del riscaldamento globale.

Il problema del riscaldamento globale è talmente grave che durante un suo intervento presso la Columbia University di New York, il Segretario alle Nazioni Unite Antonio Guterres ha dichiarato che: ”l’umanità sta dichiarando guerra alla natura e questo corrisponde ad un suicidio per il genere umano. Incendi apocalittici, inondazioni, cicloni e tifoni saranno la nuova normalità con cui ci dovremo confrontare.

A queste dichiarazioni ha fatto eco Petteri Tallas, Segretario Generale dell’OMM (Organizzazione Metereologica Mondiale), il quale ha sottolineato che: “siamo sulla strada per aggiungere un altro grado entro i prossimi 30 anni.

Gli accordi di Parigi del 2015 sono stati sconfessati dagli stessi governi che avevano sottoscritto quel protocollo che – ricordiamolo – puntava a mantenere la temperatura sotto i 2 °C attraverso una riduzione spontanea delle emissioni di gas serra da parte delle 184 nazioni appartenenti all’UNFCCC che avevano siglato l ‘accordo.

Con un aumento di due gradi della temperatura l’uomo si ritroverà a sperimentare una condizione di vita che la razza umana non ha mai conosciuto in 200 milioni di anni di Storia.

Bisogna interrompere il trend termico del pianeta altrimenti entro la fine di questo secolo centinaia di milioni di persone saranno costrette a spostarsi verso le aree più interne del pianeta a causa dell’ inevitabile innalzamento dei mari dovuto allo scioglimento dei ghiacci.

Al prossimo appuntamento della Conference Of Parts (COP) 26 di Glasgow tutti i paesi sottoscrittori del protocollo di Parigi dovranno dimostrare cosa realmente stanno facendo o intendono fare per ridurre le loro emissioni di gas ad effetto serra del 10% anno.

Se si uscirà da quell’incontro con un nulla di fatto lasceremo alla prossima generazione un problema di dimensioni gigantesche da gestire.

Imprenditore di professione e giornalista per passione. Laureato in materie giuridiche e diplomato alla London School of Journalism, ha pubblicato un primo libro nel 1989 e un secondo nel 2001.