Gli UFO esistono! Lo dicono il Pentagono e la Marina Militare USA

di Walter Pilloni – Divulgatore Ambientale

Non si scherza più. Dopo le rivelazioni della provata esistenza degli Ufo date dal The New York Times il 29 maggio 2019 tutto è precipitato .

Sotto l’incalzare di Fox News, CNN, e tutti gli altri network americani, il Pentagono ha confessato di aver investito 22 milioni di dollari l’anno, per cinque anni, in un progetto segreto dal titolo: Advance Aerospace Threat Identification Program.

Scopo di questa unità investigativa era quella di portare evidenze sulla natura di questi oggetti volanti e valutarne il grado di pericolosità.

A capo di questa task force è stato messo Luis Elizondo un ex agente del Dipartimento della Difesa.

Gli U.A.P. (Unidentify Aereal Phenomena), così come sono stati ribattezzati oggi, sono al centro di un intenso dibattito presso le intelligence di tutto il mondo.

La verità sul progetto è venuta a galla in seguito alla diffusione di 3 video girati nel periodo 2004-2015 dai piloti degli F18 Super Hornet presenti sulle due portaerei americane USS Nimiz e Theodore Roswell, che in più occasioni hanno intercettato – su indicazione della stazione radar di bordo – alcuni oggetti in movimento nei cieli della Florida.

Nei tre video chiamati “FLIR 1, GIMBAL e GO FAST” si vedono le immagini di alcuni velivoli di forma insolita di 13 mt di lunghezza, privi di ali o altri apparati di spinta riconducibili alla nostra conoscenza del volo umano, che si spostano a velocità impressionanti eseguendo manovre impossibili da sopportare per qualunque pilota e velivolo.

Dalla voce dei capitani Ryan Graves, Danny Accoin e Davis Frevor si percepisce il grado di sorpresa ricevuto nell’entrare in contatto con questi oggetti sconosciuti.

Lo stesso Frevor intervistato da Fox News ha detto: “Non è roba di questo pianeta…Uno di questi oggetti è sceso da 24.000 metri di altezza sino al livello del mare in meno di un secondo rimanendo sospeso in aria immobile per alcuni minuti, per poi riprendere il viaggio a 8.000 km/h. Nessuno possiede questa tecnologia sul pianeta Terra.

Sempre sul caso dei piloti degli F18, il Dr. Cristopher Mellon (ex Vice Segretario aggiunto alla Difesa per l‘Intelligence nelle amministrazioni Clinton e Bush, attualmente in forza al Senato) in diretta televisiva su Fox News Channel ha dichiarato “noi sappiamo che gli ufo esistono, stiamo cercando di capire cosa sono, da dove provengono e quale tecnologia c’è dietro questi velivoli.

Le intelligence americane (CIA, FBI, NGA, NRO) si sono rese conto che oramai è diventato impossibile continuare a mantenere il solito atteggiamento di segretezza nei confronti delle migliaia di avvistamenti di Ufo che ogni anno vengono rilevate nel mondo.

Oltre a questo va aggiunto che grazie al FOIA (Freedom of Information Act) sottoscritto da oltre 100 paesi, consente dal 1992 il libero accesso ai documenti declassificati, dove chi avesse voglia e tempo può trovare centinaia di casi verificatisi dagli anni 40 in poi, e già molti di questi stanno venendo alla luce rivelando quanto si sospettava: gli Ufo sono sempre stati presenti nei nostri cieli.

In coincidenza con questi accadimenti, va segnalata la relazione presentata dal Dr. Harold E. Puthof (ex ufficiale della marina militare) fondatore e presidente della Earth Tech International, il quale ha indetto un briefing dove con slide e foto ha rivelato che l‘America sin dal 1947 (dopo un incidente misterioso avvenuto in New Messico) non ha mai smesso di raccogliere testimonianze su questo tema (anche in altri paesi, Italia compresa).

Questa attività di raccolta di informazioni è sempre stata nascosta sotto le sigle più diverse.

Dal Progetto Sign del 1947 al progetto Grudge del 1948, che diventò poi nel 1951 il più celebre progetto Blue Book che cessò la sua attività nel 1969 sotto la pressione del comitato Condon dell’Università del Colorado, al quale venne dichiarato (mentendo) che nulla di rilevante era emerso.

Tutte queste commissioni lavorarono protetti da un livello di segretezza molto alto e non cessarono mai di occuparsi del problema sino ai giorni nostri utilizzando budget di decine di milioni di dollari.

Il Dr. Puthof ha dichiarato, inoltre, che nel corso di questi 70 anni gli scienziati americani sono entrati in possesso di rottami appartenenti a questi A.A.V. (Veicoli Aerospaziali Avanzati) che rivelano composizioni metalliche sconosciute.

Il Dr. Puthof è persona di altissimo profilo scientifico e collabora con il governo Americano per la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie derivanti da attività di retro ingegneria unitamente al suo collega e amico l’astrofisico Eric H. Devis, anche lui sotto contratto con il Pentagono da tredici anni.

Devis è lo scienziato che il The New York Times ha intervistato lo scorso anno in occasione degli incontri dei piloti con questi oggetti. Questa fu la sua dichiarazione: ”Siamo in possesso di materiale sbalorditivo che potrebbe spingere il nostro livello scientifico su un piano enormemente più elevato rispetto a quello attuale entro il prossimo decennio.

In risposta a tutto questo clamore, è notizia di questi giorni (New York Post 29 dic 2020 ) che il Senato USA con una legge a firma del Presidente Trump ha concesso 180 giorni al Pentagono per rivelare tutte…(?).. le informazioni relative all’esito di questi studi poiché i militari americani si dichiarano preoccupati dall’impressionante tecnologia di cui sono dotati questi veicoli e vogliono capire quali minacce potrebbero da loro derivare.

Da oggi ad allora, quindi, chi vedrà nel cielo un velivolo che per forma e caratteristiche di volo non riuscirà ad identificare come terrestre non rischierà più di essere deriso o peggio rimosso dal suo posto di lavoro, ma potrà tranquillamente affermare di aver semplicemente visto un… UAP.

Imprenditore di professione e giornalista per passione. Laureato in materie giuridiche e diplomato alla London School of Journalism, ha pubblicato un primo libro nel 1989 e un secondo nel 2001.