Coronavirus e rischio ambientale

Lo smaltimento delle mascherine e dei guanti monouso rappresenterà, a breve, un grosso problema. Dal 4 maggio 2020,infatti, partirà la fase 2 dell’emergenza sanitaria. A riguardo, il Politecnico di Torino prevede un fabbisogno nazionale di mascherine di quasi un miliardo al mese. A Genova dovrebbero esserne utilizzate quindi, ogni mese, circa dieci milioni. Questi dispositivi di protezione, considerati rifiuti Covid -19, devono essere depositati nei contenitori per la raccolta indifferenziata, unitamente a tutti gli altri dispositivi utilizzati nello svolgimento delle attività quotidiane.

Sarà necessario, quindi, che i cittadini vengano adeguatamente responsabilizzati circa il corretto smaltimento di tali rifiuti. Questi ultimi, potenzialmente contagiosi, andranno immessi in sacchetti di plastica chiusi ermeticamente utilizzando guanti monouso che a loro volta devono essere riposti in un altro sacchetto, anch’esso da smaltire nella raccolta indifferenziata.

In particolare il Gruppo di lavoro ISS Ambiente e Gestione Rifiuti raccomanda di:

  • chiudere adeguatamente i sacchi utilizzando guanti monouso;
  • non schiacciare e comprimere i sacchi con le mani;
  • evitare l’accesso di animali da compagnia ai locali dove sono presenti i sacchetti di rifiuti;
  • smaltirli dalla propria abitazione quotidianamente con le procedure in vigore sul territorio. 

Tali procedure sono valide solo per coloro che sono non positivi e non in quarantena obbligatoria. Coloro che sono positivi o in quarantena devono smaltire tutti i propri rifiuti nei contenitori dell’indifferenziata. 

È infine evidente che se ognuno non smaltirà correttamente tali rifiuti, oltre ad un problema sanitario se ne produrrà anche uno di natura ambientale. Nelle città è già possibile vederne le prime avvisaglie: marciapiedi, strade, giardini, aree verdi cominciano ad essere invasi da mascherine e guanti monouso. 

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